La prima serata è andata!
postato da ABBABULA
mercoledi 7 settembre 2005 ore 15:00
Il Festival Abbabula è partito..e sembra che la
prima serata abbia funzionato.
Qualcuno dirà che l'ingresso gratuito fa sempre il suo bel numero di
spettatori, ma io rispondo che un dibattito fra docenti universitari
avrebbero potuto farne di meno.
E invece dalle 19 i giardini della facoltà di lettere (che sono un
colpo al cuore per chi, come me, ci ha passato giornate di dolce far
niente, sensi di colpa e prometto che domani studio..) erano animati
da un pubblico attento e composto, "intellettuale" direi, che ha
saputo tener testa alla lezione universitaria di Morace, allo show
di
Tanda, alle domande difficili proprio quando pensi di avere il tempo
per una birretta prima dello spettacolo, al contorcersi teatrale di
un ispiratissimo Gazzolo.
A tutti coloro che siano mai stati studenti di lettere chiediamo:
avreste mai immaginato di sentire Tanda dichiarare: "Si sarebbero
tutti toccati i coglioni"??
Certo non ha battuto ciglio Marco Valentino che durante la
conferenza-dibattito si aggirava con la faccia e le occhiaie di chi
ha
dormito davvero poco... parecchi i caffè della macchinetta che gli
abbiamo visto buttare giù nel disperato tentativo di tenersi in
piedi.
Comunque, tra un suonare di cellulare e un altro, c'è stato tempo
anche per emozionarsi e direi che la prima serata è andata...
ora sfidiamo i temerari pronti al precoce risveglio di domenica
mattina, prezzo da pagare per una giornata all'insegna
dell'enogastronomia... ossia del mangiare e del bere!

i commenti all'articolo
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Zinzula
[sabato 10 settembre 2005 ore 12:59]
Davvero Tanda ha detto così? Sensazionale! Cosa mi sono persa...forse l'ha detto proprio mentre stavo entrando nella fase 'rem'...(o pink floyd se preferite!!! :P).
Comunque è stato un evento nell'evento: mai vista la Facoltà di Lettere così piena di gente.
Complimenti.
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Ruggero
[giovedì 8 settembre 2005 ore 20:59]
Io non ce l'ho fatta ad esserci quando lo ripetete?
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Luigi Coppola
[venerdì 9 settembre 2005 ore 18:59]
Un cantastorie dei nostri
giorni che azzera il tempo riportandoci in altre dimensioni,
ambienti, storie per ottanta minuti dove avviene di tutto in una
scenografia complessa dove fisicamente non esiste alcun pannello,
foto o attrezzo. Una trasposizione fantastica dove gli unici
strumenti sono la voce dell’attore, il suono del musicista. Succede
a Sassari... »
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