I nostri anni “terribili”
Storia di un’associazione tutta
al femminile
Intervista di Silvana Porcu
Più di quindici anni fa andavano a tutte
le rassegne underground e contattavano decine di gruppi della
scena sarda. Poi fissavano le date, andavano in giro in macchina
con il megafono ad annunciare i concerti e tappezzavano di volantini
la città di Sassari.
E’ l’esordio della storia delle quattro “Ragazze
Terribili” che, dopo avere dedicato il loro tempo libero
a setacciare la penisola alla ricerca di perle musicali, hanno
deciso di invertire la rotta. Portare i concerti a casa invece
di inseguirli in giro per le città. Nasce nel dicembre
del 1988 l’associazione che da diciassette anni accende
la città con eventi e manifestazioni segnate dalla loro
firma.
Nomi come De Andrè, Ligabue, Silvestri, Capossela, Cammariere,
Casinò Royale, PGR. Una lista lunga che da qualche tempo
si è allargata anche al cabaret.
Barbara Vargiu, Gabriella Sini, Rossana Polo e Ida Vargiu conservano
un bel ricordo degli inizi: “La scena musicale di Sassari
e Cagliari negli anni Ottanta era molto viva – raccontano
-. Erano tempi diversi. Vedere un gruppo di ragazze in giro di
notte non era semplice come adesso. Con gli artisti c’era
un bellissimo rapporto”. Oggi “le Ragazze Terribili”
associano il loro nome a manifestazioni come il Festival “Abbabula”,
che dal 2000 è diventato un appuntamento fisso.
L’anno scorso la scelta di entrare nelle università.
In collaborazione con la facoltà di scienze politiche dell’ateneo
sassarese hanno portato la musica e i suoi autori nelle aule.
“Quando eravamo studentesse non esistevano iniziative del
genere. Per ascoltare buona musica serve anche conoscere, informarsi.
Abbiamo pensato che partire dalla scuola fosse un ottimo inizio.
La risposta agli incontri con i musicisti è stata buona,
anche se i ragazzi hanno affollato le aule soprattutto per i nomi
di maggior richiamo come Morgan dei Bluvertigo.”.
Un lavoro fatto con passione e di passione, che ha conquistato
il pubblico. “All’inizio la difficoltà maggiore
è stata guadagnare la fiducia degli spettatori –
ammettono – il nostro sogno più ambizioso infatti
era quello di portare le persone ai nostri spettacoli fidandosi
delle nostre scelte artistiche”.
Alcuni dei grandi nomi che che si esibiti a Sassari sono stati
una loro scommessa.
E’ il caso di Sergio Cammariere, che arrivò in città
nel 2002 ospite della sezione “emergenti” della quarta
edizione del Festival Abbabula, un anno prima del suo exploit
sanremese. “Un pubblico di cento paganti – ricordano
- e quando lo riproponemmo l’anno successivo nel cartellone
di Sassari Estate fece il tutto esaurito”. Un intuito per
la musica di qualità coltivato nel tempo. Tra le centinaia
di aneddoti basta sceglierne uno: “Quasi dieci anni fa abbiamo
ricevuto una chiamata. Era un gruppo napoletano che ci chiedeva
di rimediare una serata in zona, anche per centomila lire. Ci
siamo informate: Salvatores li aveva chiamati per la colonna sonora
del film che aveva appena finito di girare (n.d.r. il film era”
Sud”). Abbiamo trovato un posto dove farli suonare”.
Da allora quel gruppo ha fatto parecchia strada. Erano i 99 Posse”.